Lemote Yeeloong, contraddizioni ed etica

Il Lemote Yeeloong è un pezzo d'hardware oggettivamente sconosciuto ai più ma del quale si sta ultimamente cominciando a parlare.
E' l'unico computer al mondo che può essere definito completamente libero in quanto tutti i file sorgenti di sistema (BIOS, drivers, etc.) sono free software ed è per questo l'unico computer che Richard Stallman utilizza.
Parecchi sostenitori del software libero hanno deciso di seguire il suo esempio e di acquistarlo.
Si realizza il "sogno" di ogni free software enthusiast: software libero su hardware libero!.

Credo però che il grande entusiasmo che l'immissione sul mercato del Lemote ha portato, unito alle parole della guida spirituale (e non solo) della Free Software Foundation abbiano, come al solito, tarpato le ali ad una serie di riflessioni che, a mio parere, andavano fatte ma che (forse non troppo inspiegabilmente vista la cecità di certa parte di movimento attivista) nessuno ha mai neanche accennato.

Che la sgangherata teoria della mandria di bufali della quale ho parlato in uno dei miei post precedenti abbia un qualche fondamento?
Sarebbe davvero comico... ;-)

Sono un debianista e in Debian vige la do-ocracy ovvero "chi si accorge che c'è qualcosa da fare si mette a farla".
Bene, visto che,come dicevo, nessuno ha mai neanche accennato ad una riflessione in merito, comincio io.
Io che non sono un coder, che non ho fondato nessun movimento e che di conseguenza non posso vantarmene, che non sono un blogger pur mantenendo un blog (contraddizioni dell'essere umano) e che ho tratto lo spunto per questo articolo da un commento di un utente (ma soprattutto amico) in una discussione "calda" e avvincente che si sta sviluppando proprio in questi giorni in un forum di appassionati debianisti (ma allora i forum qualcosa di buono la portano pure...).

Toh, un altro debianista che propone spunti di riflessione... sarà una nuova forma di contagio? Un virus?

Quel debianista faceva una considerazione molto semplice e precisa a proposito dello Yeeloong:

"Certo è paradossale che uno dei pochissimi hardware liberi in circolazione sia supportato massicciamente dal governo Cinese che non brilla proprio per il rispetto delle libertà individuali".

Leggere quelle parole mi causa ogni volta un triplice malessere:

  1. quel debianista non parla di repo non-free e neanche contrib (eroe oppure distratto?)
  2. quel debianista dice qualcosa di sensato rispetto a problematiche etiche (sta male oppure ha bevuto?)
  3. quel debianista non sono io (invidia oppure invidia?)

(Certo è che se anche i debianisti italiani si mettono a tirare in ballo l'etica... siamo proprio alla frutta.
Ma non dovrebbero pensarci i duri-e-puri di certi movimenti attivisti?)

Come dicevo, oltre Stallman, parecchi esponenti/evangelisti del free software hanno acquistato lo Yeeloong.
Già questo dovrebbe bastarmi come rassicurazione sulla "bontà etica" del prodotto perchè sicuramente questa scelta sarà stata ponderata e preceduta da analisi precise, ma... la teoria della mandria di bufali merita di essere smentita al più presto e quindi mi sento in dovere di cercare di ficcare il naso più in profondità per togliermi definitivamente il dubbio che tutto sia solo riconducibile a cieca emulazione del capobranco.
 

Caratteristiche tecniche

Il marchingegno in questione è un comune netbook con schermo da 8.9" oppure da 10.1".
I modelli in commercio sono, al momento, tre: 8101B, 8089B e 8089D.
L'architettura del processore non è nè Atom, nè Arm, bensì Loongson 2F (compatibile MIPS) con una frequenza di 800/900 MHz.
In commercio si trova la versione con SSD da 8Gb o quella con hd SATA da 160Gb, mentre la RAM è 1Gb, di tipo DDR.
E' dotato inoltre di 3 porte USB 2.0, uscita VGA, lettore SD-Card, webcam e microfono integrato.
Insomma, una dotazione decisamente standard.

Assemblato da Quanta, uno dei maggiori produttori di laptop, esteticamente non sembra presentare niente di particolare rispetto ad altri prodotti simili reperibili in commercio.

Quello che lo distingue, come detto, è l'architettura del processore, in soldoni: la tipologia di sistemi operativi che possono girarci sopra.
Windows non è fra questi.
Sembra che Stallman abbia dichiarato che il giorno in cui il sistema operativo di Redmond potrà essere installato sullo Yeeloong, lui smetterà di utilizzarlo ma forse nessuno l'ha informato che esiste già un port di Windows CE.
Quello che di sicuro sa, invece, è che, *BSD a parte, Debian può girarci tranquillamente su in quanto, dalla versione 3.0, esiste un port apposito per architetture MIPSEL: debian-mipsel.

Come nella tradizione delle buone cose inutili di certo mondo free, anche gNewSense è stata "portata" su quel tipo di architettura.
E' stata solo fatica sprecata: in Debian si è scelto di non compilare alcun pacchetto proprietario per quell'architettura.
Gli scettici possono anche andare a sbirciare nel file Packages presente, ad esempio, in questa pagina.
Insomma, niente Adobe Flash o amenità simili per scelta.

Direi che è un bel segnale dato ai tanti detrattori delle politiche della swirl...

Non era il caso di convogliare le energie spese per il port in qualcosa di più utile?
Come mai le community di gNewSense non hanno mai sollevato dubbi riguardo all'"economicità" di tale sforzo?
Si deve proprio rischiare che si pensi che alla base di certe scelte manchi un tavolo di confronto oppure è stata solo casualità?
Se ne è parlato? Dove?
 

Chi c'è alle spalle

Lo Yeeloong è prodotto da Lemote, joint venture tra l'Institute of Computing Technology della Chinese Academy of Sciences, istituzione sotto il controllo dello State Council of China e lo Jiangsu Menglan Group.

Lo State Council, ovvero il Governo Centrale del Popolo, è la massima autorità amministrativa della Repubblica Popolare Cinese.
E' uno dei tre "rami di potere" insieme al Partito Comunista Cinese e all'Esercito di Liberazione del Popolo.
Al suo vertice siede il Premier in persona, il quale è solo formalmente nominato dal Presidente con l'accordo del Congresso Nazionale del Popolo ma, in effetti, "raccomandato" dal Politburo del Partito Comunista.

In parole povere, insomma, lo State Council costituisce un enorme strumento di potere e di controllo governativo.

Una delle istituzioni dipendenti dal Consiglio di Stato Cinese è, come detto L'Accademia Cinese delle Scienze il cui attuale presidente è un certo Lu Yongxiang, emerito professore ma anche vice-chairman del National People Congress, ovvero del più alto apparato statale, nonchè unica camera legislativa della Repubblica Popolare Cinese.

Anche se, come sostiene la BBC:

"In teoria il congresso ha i poteri di cambiare la costituzione ed emanare leggi. Ma non è e non è previsto che sia, un corpo indipendente nel senso occidentale di un parlamento.
...

...
circa il 70% dei suoi delegati ... sono anche membri di partito. La loro lealtà al partito prima, al Congresso poi..."

(NDR, la traduzione dall'originale è mia)

essa è comunque l'istituzione che elegge il Presidente della Repubblica, il Vice Presidente, il Presidente della Commissione Governativa degli Affari Militari e il Presidente della Corte Suprema del Popolo.

Lo Jiangsu Menglan Group, invece, è una azienda di tipo township owned enterprise che opera soprattutto nel settore tessile.
Menglan è il brand numero uno dell'industria tessile cinese e il ministro del commercio lo supporta e lo sostiene da tempo come marchio di punta per le esportazioni.
Al suo vertice siede Qian Yebao, imprenditrice che forbes (nel 2006) stimava possedesse un patrimonio personale di 101 milioni di dollari, guadagnando la posizione numero 383 tra le 400 persone più ricche della Cina.
 

Considerazioni

Com'è evidente, la produzione e la commercializzazione dello Yeeloong (e di tutti i prodotti Lemote) è legata a doppio filo con le "scelte" e le politiche governative della Repubblica Popolare Cinese che, oltre agli introiti economici, "spinge" sul mercato questa tipologia di prodotti per affrancarsi dalla dipendenza da affermate realtà capitaliste occidentali (e non) come Intel, AMD, etc.
E' una vera e propria azione politica portata avanti da quella potente e anomala realtà neocapitalista che così tanto impatto sta avendo nell'economia mondiale.

Le linee di condotta di queste azioni politiche (ovviamente) sono dettate dagli organi governativi che decidono anche le sorti di tante altre vicende della "vita" cinese, non solo in campo economico.

Tutti sanno che dalle parti di Pechino si applicano forme di censura molto dura nei confronti dei dissidenti e degli oppositori.
La stampa è censurata e controllata, così come lo è internet (si pensi al famoso "grande firewall cinese").
Guarda caso in Cina succede che un'azienda tessile come lo Jiangsu Menglan Group sia "incentivata" a "buttarsi" nella produzione di processori... e succede che si facciano sforzi enormi per competere con le potenze economiche occidentali.
Però... succede pure che nulla si faccia per (ad esempio) aumentare il numero dei pochissimi cavi in fibra ottica che garantiscono le connessioni internet!
E' valida l'equazione pochi cavi == maggiore controllo, soprattutto da quando Cisco ha "aiutato" il governo cinese ad installare un'enorme quantità di router con il solo scopo di monitorare i dati in ingresso e in uscita...

Non è questo il contesto adatto per commentare tali scelte governative (che si commentano da sole, peraltro) ma mi sembra che lo stesso Richard Stallman, più volte, si sia scagliato furiosamente contro un certo tipo di politica censoria (ad esempio in questa riflessione) pronunciando (fra le altre) frasi del tipo:

"The government also plans surveillance of Australians' internet use, and is keeping the details secret to 'avoid premature debate' ... Has Australia taken China as its model?" (fonte)

(criticando le politiche censorie in Australia.)

Insomma, la sua posizione in merito sembra chiara.

Si scaglia contro il governo cinese ma pubblicizza l'utilizzo dello Yeeloong, uno dei prodotti più sponsorizzati e sostenuti da quello stesso governo...

Non critico assolutamente le sue scelte personali, critico la mancanza di dibattito riguardante scelte etiche potenzialmente discutibili da parte delle community del free software, soprattutto di quelle italiane.

Il nuovo gioco di fine estate potrebbe chiamarsi "parallelismi senza frontiere":

nvidia-xconfig è un software rilasciato sotto licenza GPL, quindi free software
lo Yeeloong rende disponibili i sorgenti e le specifiche dei firmware, free software anch'essi

nvidia-xconfig serve a configurare dei driver proprietari
lo Yeeloong serve a far fare soldi al governo cinese

nvidia-xconfig non è etico perchè "aiuta" il software proprietario
lo Yeeloong è etico anche se "aiuta" la politica governativa cinese, politica censoria e contraria al rispetto dei diritti umani

Trovo ci sia qualcosa che stona in tutto questo... e trovo che ci sia qualcosa che stona nel non aver mai posto la questione.

La teoria della mandria di bufali mi sembra ancora lontana dal poter essere smentita, a quanto vedo, o forse è solo la mia incapacità ad utilizzare i motori di ricerca in maniera efficace...

Alla fine della giostra tutto è opinabile e contestabile, basta disporre di una dote cospicua di malafede e cinismo.
O di superficialità.

Certa parte del "mondo free" sembra gradisca di più perder tempo a criticare e discutere di cose non utili piuttosto che occuparsi di problematiche ben più serie.
Mi sembra che si preferisca perder tempo a sostenere e pubblicizzare l'ennesima derivata, ad esempio, piuttosto che discutere e confrontarsi su tematiche di ben altro spessore o piuttosto che promuovere iniziative utili.

Certa parte del movimento attivista, evidentemente, preferisce semplicemente arroccarsi sulla propria montagna-di-purezza, avendo come unico desiderio quello di riuscire a fare proseliti, di spingere (in sostanza) il prossimo non a ragionare ma piuttosto a lasciarsi guidare ciecamente.
Il che, francamente, non è quello che dovrebbe fare chi "si spaccia" per difensore della libertà...

Per fortuna il movimento del free software, nella stragrande maggioranza dei casi, è costituito da gente seria, che lavora per esso e che stimola continuamente dialogo e riflessione.
Penso a figure di riferimento come Renzo Davoli o Carlo Piana, solo per citare due nomi.

I "pinocchietti" sono pochi ma comunque esistono e spesso, purtroppo, si costituiscono in associazioni...

Questo il buon Richard o chi per lui dovrebbe tenerlo in conto prima di "accettare" e "permettere" che ci si fregi del "marchio FSF". Per lo meno si dovrebbe esercitare un monitoraggio più o meno costante dell'attività o dell'inattività di certi gruppi.
Si dovrebbe tenere in conto il disagio di parecchia gente che vorrebbe pure avvicinarsi al mondo del free software e contribuire ma si ferma molto prima di attraversare la porta, perplessa e intimorita da tanti paroloni dietro i quali, a conti fatti, non si nasconde altro che il nulla.

Lo ripeterò fino alla nausea (mia e di quei pochi stomaci-forti che leggono le mie parole): non è questa la maniera di diffondere i principi del free software.

L'attitudine di alcuni nei confronti di Debian è solo uno dei tanti esempi possibili di quanto il "buttarsi" a testa bassa in discussioni e teorizzazioni fini a se stesse non riesca a portare nulla di buono al movimento.
Temi scottanti ce ne sono tantissimi, realtà da esplorare e da "evangelizzare" ancora di più.
Non chiudiamoci a riccio scalciando via qualsiasi cosa ci si pari davanti se "apparentemente" non conforme ai dettami generali... cerchiamo di ragionare e di far ragionare.

Non sprechiamo energie preziose nel portare avanti progetti inutili, cerchiamo piuttosto di sforzarci nel portare avanti quelli che giacciono inerti da tempo (chi parla di software libero nelle scuole, ad esempio?).
 

Credits

In Debian è parecchia la gente attenta alle problematiche etiche insite nelle licenze d'uso dei software presenti nei vari repository.
Chi si spaccia per paladino del free software, senza (in pratica) fare nulla per esso, faccia un giro nelle mailing list debian, nel BTS, nei blog dell'attuale dpl o dei DD o solo anche in qualche... forum di semplici appassionati per rendersene conto.

La capacità di confrontarsi, di rielaborare i propri convincimenti sulla base delle opinioni degli interlocutori è segnale (oltre che di intelligenza) di voglia di crescita individuale, tecnica ed etica.

Potrebbe essere un eccellente modello al quale ispirarsi per poter ripartire...

Lo so, non sono altro che debianisti e quindi "impuri" per definizione, ma ciò nonostante tanto modo di fare, di ragionare e di mettersi in discussione costantemente è l'esempio lampante di quello che a molti sedicenti "puri", al momento, manca.

Grazie Debian per aiutare in modo così brillante ed efficace la causa del free software! ;-)

Happy freethinking!