Ricetta del giorno: disinformazione alle cime di rapa

Il popolo della rete è un'entità strana... eterea per definizione ma rumorosa, tignosa, caciarona, spesso superficiale.
In sè "popolo della rete" è una definizione generalizzante, onnicomprensiva, avvilente, per certi versi offensiva nei confronti dei singoli internauti...
Basta "frequentare" Internet per appartenere al "popolo della rete"? Basta usare Debian per essere un "debianista"? Basta possedere un PC per essere un "informatico"? Basta dire due cazzate in croce per essere definito "attivista"? Basta sostituire "4 3 1 0" ad "a e i o" nel proprio nick per essere definito "geek"?
Se è così, non ho mai capito una mazza di quello che mi succede intorno.
Il che è più che probabile.

Il popolo della rete, dicevo...
Il popolo della rete esulta! È in fermento! In serata sono previsti sprint e balli di gruppo nei canali IRC di mezzo mondo digitale. Gli ospiti attesi sono tanti e sono importanti:

  • irc.attivistiuniti.org: Cucc4r1n1 si esibirà in un assolo dal titolo "w4k4-w4k4"; al termine dibattito;
  • irc.celholibera.com: T0p0G1g10 terrà un seminario su "Il t1p-t4p nell'era di Gnome Shell"; al termine domande e risposte a tema libero;
  • irc.dirittipertutti.net: P4p1 coinvolgerà gli intervenuti sul tema "Bung4Bung4: quando la politica incontra i giovani"; al termine fuga in elicottero digitale e dibattito.

E già, è festa grande in rete: la Regione Puglia ufficializza in pompa magna (dal latino: pompa, pompae --> sfarzo) l'approvazione da parte della Giunta Regionale del DDL "Norme su software libero, accessibilità di dati e documenti ed hardware documentato". Il tutto è adesso all'esame del Consiglio Regionale.
L'annuncio da parte dello stesso V3nd0l4 sul proprio blog.

La notizia sta causando un vero e proprio terremoto in rete: le forze dell'ordine sono duramente impegnate a contenere fenomeni di esultanza di massa.
Nei repository di Debian, ad esempio, non si contano più gli appartenenti al popolo della rete che si continuano a tuffare per festeggiare, causando danni ingenti soprattutto al ramo non-free nel quale si sono riscontrate pericolose infiltrazioni di licenze libere.
Lo stesso Stallman si dice che si sia appena recato in un centro benessere per procedere al taglio di barba e capelli, cura dimagrante e doccia disinfestante.
Adiòs Richard, non ti si riconoscerà più...

È una grande notizia.
Lo è nonostante il fatto che, sfruculiando compulsivamente in rete, tra annunci e comunicati vari, può capitare di atterrare sul sito di Sistema Puglia (nientepopodimenoché Il Portale per lo sviluppo e la promozione del territorio e delle imprese) e lì di leggere l'incipit del comunicato ufficiale:

Usare il computer senza costi per le licenze. Si chiama software libero ed è la nuova frontiera di
diffusione democratica degli strumenti informatici.
...

Azz, cominciamo bene...

...
Nei 19 articoli del Disegno di Legge chiamato per intero "Norme su software libero, accessibilità
di dati e documenti ed hardware documentato", sono indicate le linee guida per accompagnare
l'amministrazione regionale verso l'utilizzo di software ed hardware liberi che daranno a tutti i
cittadini la possibilità di accedere a dati, informazioni e notizie senza alcuna spesa,
grazie all'utilizzo di prodotti informatici gratuiti.
Come è noto infatti le multinazionali dell'informatica, oltre a vendere le licenze dei propri
software
, tengono ben nascosti i codici sorgenti, quindi le strutture interne del programma,
tendendo a creare una dipendenza tra i programmi sviluppati dagli utenti ed i propri.

??? ??? ??? Chi ha spiegato a costoro cos'è il Software Libero? Paperone o Rockerduck ??? ??? ???

Scorrendo ancora il comunicato si legge quella che è ufficialmente candidata ad essere la pietra miliare della rifondazione delle Pubbliche Amministrazioni italiane da qui in avanti:

In pratica la Regione Puglia utilizzerebbe per i propri usi, ad esempio per scrivere e salvare il testo
di una delibera, software presi dalla rete. L’utente riuscirebbe comunque a leggerla perché, anche nel
caso in cui non avesse il software, comparirebbe il link per scaricarlo gratuitamente.

Popolo della Rete, amici vicini e lontani, fellows di tutto il mondo... ma se non è geniale questo...

In verità al momento mi è ancora oscuro cosa diamine c'entri il tutto con il Software Libero per-come-l'ho-capito-io. Anzi, ma non ditelo a nessuno, l'impressione è quella di un mega copia incolla mal riuscito di concetti sballati presi qui e lì sulla rete che ben poco hanno a che fare con le quattro libertà a riguardo delle quali sacramenta da una vita il panzone (futuro ex) che tutti conosciamo.

C'è di più.
Nel comunicato si legge anche:

Per effetto della nuova norma, infatti, gli atti, le delibere, i dati, gli albi, le leggi e tutte le
attività regionali sarebbero realizzate con software libero, che si distingue dal software proprietario
proprio perché è distribuito con una licenza d’uso gratuita
che consente anche il libero accesso al
codice sorgente. Così il programma può essere non solo utilizzato da chiunque ma anche studiato,
modificato e ridistribuito.

Ora, io non appartengo al popolo della rete, non mi vogliono, non mi invitano nè su fessbuk, nè su gugleplus, nè da altre parti (sigh!).
L'unico "wall" che conosco è quello dei Pink Floyd, gli unici circoli che mi vengono in mente sono quelli del dopolavoro ferroviario... ma se anche ne avessi uno di wall, sarebbe popolato da quei tre o quattro amici che ancora mi sopportano, che passano sopra al mio carattere bisbetico, dei quali non mi fregherebbe una cippa di sapere cosa stanno facendo in tempo reale (nè a loro fregherebbe di cosa sto facendo io) perchè, da uomo presitorico quale sono, baderei solo a sapere se stanno in buona salute o meno.
Per questo non appartengo a circoli digitali.

Da semplice osservatore esterno però mi sembra che la tendenza sia quella di sottolineare sempre e solo un concetto: gratuità.
Qualcuno ha mai spiegato a questi signori che la gratuità non c'entra un beneamato bit col Software Libero?
Io credo di no e l'impressione che ne ricavo al momento è quella di una grande approssimazione, del volersi riempire la bocca con paroloni dei quali non si conosce neanche il significato.

Nella vita reale il fornire notizie distorte si chiama disinformazione.
In rete come si chiama? Brainstorming?
Mi chiedo: è propagandistico l'alone che mi sembra circondi annunci del genere?
Se lo è, è un'aggravante che il tutto venga messo in atto da una Pubblica Amministrazione?
La mia memoria fa difetto nel ricordare che si parla della stessa Pubblica Amministrazione che ha di recente stipulato "accordi di collaborazione" con Microsoft, regalando alla azienda di Redmond, di fatto, l'educazione scolastica dei giovani pugliesi?
Se è vero che un pò sono ancora in campana, tutto questo non mi sembra affatto poco...

Che si gridi al miracolo, allora! Che si metta a paragone la situazione pugliese con quella di altre regioni (la mia per prima... "Software? Chi è 'sta cosa?") per evidenziare meriti e differenze...

Farlo d'altronde costa poco, anzi... è gratis!

Vendola in tutta questa vicenda ha dei meriti assoluti e dei demeriti macroscopici.
È vero che è uno dei primi uomini politici italiani ad essere andato in controtendenza, ad avere accettato non solo di parlare di Software Libero ma anche di neutralità della rete, ad avere accettato le critiche derivanti dall'intesa con Microsoft e ad aver messo la faccia nei confronti televisivi e sul web.
È anche vero però che (lasciando da parte il minestrone fatto mescolando concetti in sè diversi come appunto software libero e net neutrality) non si può continuamente pensare di mascherare l'ignoranza (dal latino: in-gnarus --> colui che non conosce) con la splendida lingua parlata di cui si è dotati.
Se poi il mascheramento vuole coprire anche gaffe etiche con conseguenze pesantissime nel lungo termine come quella relativa al balletto cheak to cheak con Microsoft, spacciando un accordo commerciale in piena regola (commerciale e vincolante) per "protocollo d’intesa", l'onorevole Vendola non deve sorprendersi o stizzirsi se da più parti giungono al suo indirizzo sonore sfanculate (suggerite voi un termine più consono ma egualmente significativo perchè a me è venuto in mente solo questo).

La gente, o meglio la stragrande maggioranza della gente, è semplice.
Vuole e capisce concetti semplici, diretti, ama lo schema "soggetto->predicato->complemento oggetto" perchè in quello schema si sente a proprio agio, si sa orientare, non perde i propri punti di riferimento.

Verrà mai il giorno in cui fanfare e fuochi artificiali (o artificiosi?) saranno sostituiti da discussioni "critiche" e "serie", da confronti pubblici su temi "concreti", nei quali siano chiari i concetti di cui si parla e sui quali si è chiamati a decidere o a legiferare?

Al momento siamo fermi al punto di spargere in giro false verità riguardanti la presunta gratuità della licenza gpl, spacciando per azioni concrete aventi come obiettivo il rendere i cittadini tutti uguali di fronte agli strumenti informatici, l'adozione di un qualcosa che (è evidente) non si è capito affatto cosa sia e a cosa serva: il Software Libero!
E dire che Stallman c'è pure andato in Puglia a spiegarle certe cose...

Succederà prima o poi che qualcuno si degni di spiegare ai nostri rampanti politici che così facendo si corre il rischio che il danno procurato si riveli infinitamente più grande del beneficio?
È prevedibile (oltre che auspicabile) una sorta di "folgorazione" che renda "visibili" i veri lati positivi dell'adozione di Software Libero nelle Pubbliche Amministrazioni, così come mirabilmente sintetizzato, ad esempio, da Flavia Marzano?
(vabbè Flavia ha cannato il titolo...)

Si arriverà a chiarire un giorno, una volta e per tutte, che il modello propugnato non si basa sulla gratuità ma su ben altro?

O popolo della rete, o attivisti digitali, o g33k di qualsiasi razza e specie, non dico di cominciare a cambiare i massimi sistemi dell'esistenza umana però... una volta terminati gli sprint sui balli di gruppo, per favore, dareste un'occhiata alla vita vera?

In fondo, è stato dimostrato o no che la gente quando si unisce può davvero cambiare le cose?
No, no, no... non mi riferisco al recente referendum, nè tantomeno ai fermenti africani di questi mesi... mi riferisco a cose infinitamente più semplici... come il cambio di rotta dell'Agcom in materia di censura...

Avete visto o no che Agcom è stata costretta a ritornare precipitosamente sui suoi passi dopo la massiccia protesta di piazza...?

Guardate questa foto (©), lasciate perdere le bandiere e i simboli politici e contate i partecipanti...
Non sono forse migliaia? Centinaia di migliaia? Quasi milioni?
Non sono quasi tutti giovani quelli che si vedono accalcarsi per farsi sentire?
I giovani, i nostri giovani... l'anima pulsante di questo paese...
Che orgoglio, gente!

Sarà mai la rete capace di esprimere un movimento di pensiero e di azione concreto per evitare che, alla fine della giostra e come è puntualmente successo, la montagna partorisca un topolino?

È il mio sogno inconfessabile e la mia speranza segreta.

Sarà stata la peperonata...