Il 5 Ottobre 2011 è stato un giorno davvero triste.
Sulle pagine italiane di Wikipedia ha cominciato a prefigurarsi la morte di alcune libertà civili (di quelle poche ancora in vita) sotto forma di box giallognolo nel quale si può leggere: "gli utenti di Wikipedia in lingua italiana hanno ritenuto necessario oscurare le voci dell'enciclopedia per sottolineare che un disegno di legge in fase di approvazione alla Camera potrebbe minare alla base la neutralità di Wikipedia".
Viene pubblicata una statistica dell'Asaps: da gennaio a settembre 2011, 52 bambini (di cui 29 nella fascia 0-5 anni) sono morti in incidenti stradali.
A Barletta si apre la camera ardente per le operaie morte a seguito del crollo della palazzina ove aveva sede il maglificio presso cui lavoravano per ben 3,95 euro/ora.

Il 5 Ottobre 2011, però, a quanto sembra, passerà alla storia per ben altro, per qualcosa di infinitamente più importante. Qualcosa che ha cambiato per sempre lo scenario della comunicazione globale. Qualcosa che ha già cominciato a segnare le vite di migliaia di persone (forse milioni) in tutto il mondo, dall'Europa agli Stati Uniti, dalla Cina al Tagikistan.
La morte di Stiv Giobs (scritto così per i non anglofoni).

Telegiornali, blog, radio, quotidiani non fanno altro che parlarne. Quasi fosse Dio. Anzi di più.
Vedo cazzoni che portano fiori negli Apple store, che in mano tengono un iBad riproducente il video di una candela accesa. Vedo minchioni piangere, scrivere sui cartelli: "Grazie di tutto Steve! Ci mancherai!". Vedo soloni prodigarsi in acrobazie linguistiche ardite per testimoniare quanto grave sia la perdita di un uomo del genere. Vedo storie di esseri umani paraplegici strumentalizzate per far passare i prodotti Apple come taumaturgici dato che sono stati di aiuto a superare alcuni dei limiti derivanti dalle loro condizioni di salute.
Becero sciacallaggio.
Vedo e leggo minchiate su minchiate e non mi capacito di essere capitato proprio in questa fetta spazio/temporale di mondo.

E poi ci si è messo anche Stallman, mannaggia a lui:

    Steve Jobs, il pioniere del computer inteso come prigione resa cool, progettato per separare gli stolti
    dalla propria libertà, è morto.
    Non sono felice che sia morto, ma sono felice che se ne sia andato
    Nessuno merita di dover morire, né Jobs, né Mr. Bill, nemmeno le persone colpevoli di mali peggiori dei 
    loro. 
    Ma tutti ci meritiamo la fine dell'influenza maligna di Jobs sul computing. Purtroppo, quell'influenza
    continua nonostante la sua assenza. Possiamo solo sperare che i suoi successori, nel proseguirne 
    l'eredità, siano meno efficaci.

Cazzo, il putiferio.
Dai addosso al barbone, al pezzo di merda!
Forkiamo la FSF!
Indignazione! È morto un uomo... perchè vomitare sconcezze? Accendi un cero sul Lemote Richard, impara a vivere decentemente invece di scaccolarti in pubblico!


Ora, io sarò pure cieco e ottuso ma... leggendo e rileggendo le sue parole davvero non riesco a trovare nulla (ma proprio nulla) di offensivo.
Tutti guardano alla frase: "Non sono felice che sia morto, ma sono felice che se ne sia andato" mentre l'attenzione dovrebbe essere data a; "tutti ci meritiamo la fine dell'influenza maligna di Jobs sul computing".
Eppure si sta compiangendo un "genio" (mah...) per l'"influenza" che ha avuto nel cambiamento del nostro rapporto con gli oggetti "telematici" (ri-mah...).
Beh, dire che quell'influenza è stata maligna, sostenere che Giobs non deve essere rimpianto come imprenditore, nè deve essere fatto passare per benefattore dell'umanità credo sia un'opinione che è più che legittimo, nonchè intellettualmente onesto, poter esprimere.

Chi in queste ore si azzarda a proporre considerazioni non in linea con l'aurea mistica che si sta dando alla vicenda passa per estremista, per insensibile.
Eppure gli estremismi qui non c'entrano nulla. C'entra l'esprimere una opinione non sulla morte di un uomo bensì sui fiumi di parole che si stanno versando in queste ore, sull'immagine che si sta volendo dare di un dirigente di azienda e delle sue vicende imprenditoriali. Una opinione a proposito dell'impatto della sua politica sul mercato e sulle libertà.

L'uomo che ha cambiato le nostre vite

Le "nostre" di chi? La mia non di sicuro. La mia l'hanno cambiata i miei figli, non il signor Giobs.
E le vostre?
Mi viene da pensare che abbia cambiato le vite di chi ha comprato ed usato i prodotti venduti dalla compagnia che dirigeva.
Ora (aggiungo il mio alla fiera dell'ovvio), se la tua vita è cambiata grazie ad un telefono o ad un tablet, amico mio, i casi sono due:

  • eri precipitato dentro un crepaccio vicino alla vetta dell'Hymalaya e sei riuscito a telefonare ai soccorsi (ma ti sarebbe bastato anche un razzo segnalatore)
  • hai problemi psichici davvero gravi: consiglio una visita specialistica presso uno psichiatra (ma di quelli bravi)

La vita non la cambiano gli oggetti, la cambiano i rapporti con le persone, con l'ambiente che ti circonda. Persone ed ambiente non sono entità astratte, virtuali che puoi zoomare scorrendo le dita su uno schermo.

Il benefattore

L'etimologia della parola è latina "benefacere = fare del bene".
Il signor Giobs, multimilionario (e anche qualcosa in più), e quindi in possesso di un patrimonio mica da ridere, non si è mai distinto per alcuna attività di beneficenza. Ergo non ha mai cacciato un centesimo per i più sfortunati.
Eppure, soprattutto negli Stati Uniti, è di gran moda nel jet set fare attività di beneficenza. Persino Mr. Bill, una volta andato in pensione, si occupa della sua fondazione a scopo benefico.
Il compianto... nulla.
Che poi lo facesse in gran segreto questo non lo so ma se così fosse sarebbe anche peggio: sei un uomo pubblico, sei un modello per migliaia/milioni di cazzoni persone, dai l'esempio pubblicamente.

Di sicuro non è stato un benefattore nei confronti della gente che ha lavorato per lui.
Nè per le migliaia di lavoratori cinesi dipendenti da aziende quali Foxconn (e altre) che producono (anche) per conto di Apple, nè per i dipendenti di Cupertino.
I primi costretti a turni di lavoro massacranti (15/16 ore) e ad insozzarsi di materiale tossico. I secondi costretti a sottostare a vessazioni e a controlli.
Non gliene è mai fregata una cippa delle malattie più o meno invalidanti che colpiscono chi (ad esempio) tratta gli schermi da montarsi sui fichissimi iCosi, nè si è mai fatto scrupolo nel licenziare dipendenti che incontrava per la prima volta in ascensore e che semplicemente non gli erano immediatamente simpatici (leggende metropolitane? Forse...).
Insomma, proprio un benefattore non lo si può definire.
Un datore di lavoro così, di solito, lo si chiama pezzo di merda.

Il genio

Cos'abbia mai inventato ancora non l'ho capito
Mi sembra che tutto ciò che gli è stato addebitato (pc, touch screen, etc.) esistesse già, un insieme di cose già consolidate,
Il primo PC con interfaccia grafica ad essere commercializzato, ad esempio, fu lo Xerox Star. Il primo smartfonino fu prodotto dalla IBM e si chiamava Simon. Per non parlare del touchscreen, nato nella seconda metà degli anni 60.
Non ha inventato nulla. Ha solo acquistato dei brevetti ed è stato in grado di commercializzarli.
Di sue invenzioni non trovo traccia.
A meno che non si vogliano spacciare per invenzioni le "nuove modalità comunicative" che sono diventate più accessibili grazie ai suoi iCosi. Considerando il fatto che quando si parla di "Apple" si parla di "chiusura", di "vincolo", io questo gran beneficio per l'umanità tutta non lo vedo proprio.
Che mi risulti, la musica presente su un device Apple non può essere ascoltata su un altro device a meno di non essere convertita in un altro formato. Che mi risulti, sugli iCosi non è possibile installare niente che non sia approvato e certificato da Apple. Che mi risulti, Apple può "controllare" da remoto le applicazioni che girano sui device che commercializza e vende.
Probabilmente tutto questo è geniale... ma (ripeto) cosa gli umanoidi abbiano guadagnato nel procurarsi l'ennesima forma di controllo mi è ignoto.

Ma allora...

Ma allora qual'è la sua eredità? Cosa lascia al mondo quest'uomo così geniale e così rimpianto?
Lascia un'eredità spaventosa: file di migliaia di persone davanti agli stores in attesa di essere le prime ad acquistare i nuovi modelli del prodotto X o Y.
Lascia un vero e proprio popolo di lobotomizzati, di esseri incapaci di distinguere la cacca dalla cioccolata svizzera. Un accozzaglia di individui pronti a svendere, a barattare la propria privacy, le proprie libertà in cambio dello status symbol, del glamour, dell'appartenenza ad una cerchia ristretta.
Lascia (cosa ancor più grave) un modello di business malato che si affretteranno a copiare in tanti lì nella Silicon Valley e non solo. Un modello che passa dallo sfruttamento della forza lavoro senza alcuna attenzione per le condizioni di chi quel lavoro lo deve fare (per vessazione o per necessità), all'istituzione di simpatiche realtà aziendali quali il Worldwide Loyalty Team ovvero un gruppo di buontemponi incaricati di indagare con pieni poteri (da Gestapo) su eventuali leaks.
Un modello che prevede anche un team legale capace di azioni "coraggiose" come quella, fra le tante, di denunciare uno studente di 19 anni e di ottenere la chiusura del suo blog.
La colpa dello studente? Aver annunciato l'uscita del Mac Mini...

Lascia generazioni di manager convinti che quello sia il modello vincente, che quello che davvero conti è il profitto a tutti i costi.
Generazioni di manager realmente convinti che la cosa in assoluto più importante sia "vendere a tutti i costi", non importa "come" e "a chi"

Lascia una scia di merda profumata di chanel #5.

La genialità di Mr. Giobs, a mio parere, è stata essenzialmente una: aver capito che c'era una fetta di mercato "importante" del tutto vergine... pronta ad essere aggredita e conquistata.
È la fetta di mercato di chi ha soldi da buttare, di chi ha bisogno di un simbolo per sentirsi parte di qualcosa, per sentirsi qualcuno.
La fetta di mercato nella quale pascolano placidi gli imbecilli.
A loro lui ha saputo dare quel simbolo che cercavano, donando loro un effimero e vuoto senso di appartenenza.
Sono questi individui che lui è stato geniale nel sapere attrarre per costruire sulle loro spalle il proprio regno.
Un regno fondato sull'imbecillità.

Il Re è morto! Evviva il Re!