Vota Antonio La Trippa! gridava affacciato al balcone Totò nel meraviglioso Gli onorevoli nel lontano 1963.
In quel film si prendeva in giro il pulcioso mondo politico dell'Italia di quegli anni (che a dire il vero non è poi tanto diverso - e fa impressione - da quello di oggi...)
Il "potere" elettorale è sempre stato considerato il più grande strumento democratico possibile: un gruppo di persone decide di darsi delle regole, elegge i propri rappresentanti e finisce per essere governato da chi ha scelto. Il suo potere consiste nel poter scegliere chiunque e nel poter impedire che a governare la "cosa pubblica" vada gente indegna (anche se non è affatto scontato che ci riesca).
Ovviamente ci si riferisce alla "politica teorica"... la "politica pratica" è qualcosa di ormai molto lontano dalla difesa e dalla protezione della "cosa pubblica"... piuttosto si può parlare di difesa e protezione di interessi assolutamente privati di pochi individui...

Nelle democrazie "moderne" la possibilità di essere scelti è teoricamente data a tutti (salvo limitazioni relative all'età e a poco altro).
Nel corso degli anni il voto è stato uno strumento che ha conosciuto sempre più larga diffusione. Si può dire (magari un pò forzatamente) che il suo "percorso" parte dall'antica Grecia e dall'antica Roma, passa per l'India, la penisola araba e il Nord America, attraversa il vecchio continente e (molto di recente) approda anche nei paesi arabi mediterranei.

Sembrerà strano ma anche in una parte del mondo digitale, in particolare in quello in cui ci si dedica allo sviluppo e alla diffusione di sistemi liberi, ci si avvale del voto per scegliere le persone incaricate di coordinare, di guidare un progetto. Succede nella Free Software Foundation Europe (FSFE) e succede in Debian, unico e meraviglioso caso fra tutte le distribuzioni in cui il Leader viene scelto democraticamente.

In Debian la "politica" svolge un ruolo di primaria importanza visto che ogni anno, come stabilisce la sua Costituzione, gli sviluppatori (termine che non si riferisce più ai soli programmatori ma a tutti quelli che a vario titolo contribuiscono al progetto) sono chiamati ad esercitare il proprio diritto di voto per eleggere il Debian Project Leader.

Fino ad oggi Debian ha conosciuto 12 DPL: il primo fu Ian Murdock, fondatore del progetto, nel 1993 (rimase in carica tre anni), l'ultimo è Stefano Zacchiroli (attualmente al suo secondo mandato consecutivo).

Il ruolo del DPL è un ruolo complesso e affascinante al tempo stesso ma anche (a parer mio) un pò "frainteso", a causa soprattutto di un equivoco meramente linguistico: Debian Project Leader.
È proprio quest'ultimo termine che non si sposa per niente bene con i compiti che "de facto" è chiamato a svolgere.
Internamente al Progetto il DPL svolge compiti di coordinamento, comunicazione con gli sviluppatori e soprattutto con i suoi delegati, esternamente invece svolge compiti di rappresentanza, partecipazione a talk e conferenze, instaurazione e mantenimento di rapporti con altre organizzazioni.
Insomma, è blando il riferimento al concetto di leadership così come comunemente viene inteso ed è blando il riferimento anche al potere "decisionale" di cui di solito un leader può disporre (in questo senso ha molto più "potere" ad esempio un Release manager).
La sua, alla fine, è una figura sì importantissima ma di rappresentanza e di coordinamento. È la "faccia" e la "voce" di Debian nel mondo.

La tornata elettorale che conduce all'elezione del DPL è un momento molto particolare per il Progetto Debian.
Essa è costituita da tre fasi: la presentazione delle candidature, la pubblicazione della "platform" (ovvero la dichiarazione di intenti) e la votazione vera e propria.
Il 31 Marzo 2012 si è conclusa la seconda di queste fasi. In questi giorni fervono le operazioni di voto che si concluderanno il 14 Aprile. Nei giorni successivi a quella data si proclamerà il vincitore.

Quest'anno i candidati alla poltrona di DPL sono tre: Gergely Nagy, Wouter Verhelst e Stefano Zacchiroli.

L'anno scorso si toccò il punto più basso dell'esperienza comunitaria visto che in occasione dell'elezione del DPL 2011 il candidato fu uno solo: Zacchiroli.
Molti dissero che ciò fu dovuto al desiderio di non interferire più di tanto con l'ottimo lavoro che questi stava svolgendo da quando era entrato in carica l'anno prima. Si evitò insomma di proporsi per permettergli di completare un percorso...
Cavoli che testimonianza di civiltà...!
Non ho motivo di pensare che per alcuni fu davvero così, fatto sta che fu anche un segnale chiarissimo di un sensibile calo di partecipazione in un ambiente come quello di Debian che ha sempre fatto dei "numeri" un vanto.
Calo che avrebbe dovuto stimolare riflessioni davvero profonde... e invece...

Non sono un Debian Developer, non frequento assiduamente i luoghi abituali di incontro debianisti (chan irc, mailing list, debconf, etc.) e sono quindi la persona meno indicata per capire fino in fondo il perchè successe.
Mi attengo alla "storia" e la storia racconta che ci fu un eletto per... "assenza di candidati concorrenti", un vincitore in una gara senza partecipanti...
La cosa, oltre ad essere di una tristezza infinita, è sufficiente secondo me per qualificare il 2011 come il peggiore anno della storia della Repubblica Democratica Debianista.

Il 2012, in apparenza, sembra migliore da questo punto di vista: la competizione fa bene a tutti... ai candidati, a chi dovrà sceglierli e a chi semplicemente si ritroverà a "godere" o "patire" delle scelte derivanti dalla politica di questo o quel Leader.
Dico "in apparenza" perchè la lettura delle platform dei candidati e la lettura dei messaggi scambiati da questi con i potenziali "elettori" e fra di loro ha portato alla luce una realtà triste quasi quanto quella dell'anno scorso...

  • Gergely Nagy: sembra poco più di un alias di Zacchiroli nelle intenzioni: tutto ciò che zack ha proposto a lui piace, lo appoggia... Non si capisce perchè i DD dovrebbero sceglierlo e non continuare con zack, non si capisce "in cosa" sia un "contendente", cosa voglia portare di nuovo, come voglia migliorare quanto di buono è stato fatto, come voglia stravolgere quanto di non buono è stato fatto...
  • Wouter Verhelst: non si capisce perchè abbia deciso di partecipare: nessuna proposta concreta, nessun approfondimento, solo un continuo ripetere a chi ne fa domanda che lui si candida per portare avanti una "visione"... A quale visione si riferisce non è dato capire...
  • Stefano Zacchiroli: sembra non tenere in conto della formula: 1 anno digitale = 10 anni solari... è DPL da vent'anni e si propone per altri dieci... non sarà troppo? È una sensazione simile a quella di vedere certi parlamentari che hanno attraversato la prima repubblica, la seconda... e sono ancora lì aspettando di inaugurare la terza...

Insomma, sembra che i primi due abbiano deciso semplicemente di fare atto di presenza, quasi a voler mettere a tacere i corvacci... e che il terzo ci abbia preso così tanto gusto che gli è tremendamente difficile evitare di proseguire.

Altro elemento sul quale riflettere (ma ci credo poco) è l'ennesima assenza di donne nella cerchia dei candidati.
Negli ultimi anni si è visto un rifiorire del Progetto Debian Women, diverse sviluppatrici si sono messe in mostra in svariate iniziative Debian based, quasi tutte partecipano più o meno attivamente a mailing list, chan IRC, etc. ma nessuna ha voluto seguire l'esempio di Margarita Manterola in occasione delle elezioni del DPL 2010 (in verità fu una partecipazione "molle" la sua: all'epoca Marga sembrò arrivata lì per caso, tutta spettinata, in vestaglia e ciabatte...).

Mi sembra che talvolta anche in Debian (così come in tantissime altre realtà) alla fine sia molto più semplice e socialmente remunerativo "lamentarsi" ("le donne sono sottovalutate", "c'è un solo candidato alla poltrona di DPL", "le proposte di tizio o caio sono banali", etc.) piuttosto che mettersi in gioco in prima persona, metterci la faccia.

Come spettatore "non pagante" e non votante e come insolente debianista, mi sarebbe piaciuto quest'anno poter vedere una "faccia nuova", poter leggere di idee nuove e di rinnovati entusiasmi.
Chissà perchè stento a credere che ciò possa succedere...

Non che zack non abbia fatto un buon lavoro fin qui o che non possa continuare a farlo. Anzi.
Mi sembra che abbia portato a compimento quello che si era riproposto e non è affatto poco. Dalla trasparenza nella gestione dei fondi al "welcome non-packaging contributors", etc. sono davvero tante le idee che ha portato avanti e che ha concretizzato.
O almeno, i DD sembrano in generale abbastanza soddisfatti del suo operato e a quello bisogna attenersi...
Solo che se si decide di darsi un'organizzazione "democratica" è anche bello vedere che la voglia di "evolvere" ci sia, che la gente abbia voglia di "crescere", di creare "pensiero", di fare "politica", di "criticare" (anche duramente perchè no) proponendo e proponendosi e non di stare semplicemente a guardare facendo credere di star decidendo qualcosa...

Si fosse presentato, Antonio La Trippa avrebbe vinto a mani basse e Debian forse avrebbe avuto un DPL che, una volta riposto il megafono, sarebbe riuscito finalmente a trovare la maniera giusta di "parlare" anche con gli utenti "semplici"... (conoscete qualcuno più capace di Totò in questo?)
Probabilmente avrebbe promosso in seno al Progetto l'uso di un linguaggio a loro più "comprensibile" e iniziative "un filo" più adatte di "ask debian"... o "sprint-in-chat"...
Ma davvero si è convinti di incuriosire e far avvicinare la gente comune in quel modo?

Forse sarebbe persino riuscito nell'impresa (titanica?) di stimolare il prossimo a partecipare con entusiasmo e con la consapevolezza di poter un giorno essere realmente "utile ed importante", di non essere destinato a svolgere il ruolo di spettatore marginale di un mondo del quale fa fatica a capire codici comunicativi, comportamentali e relazionali.
(Se ancora questo tipo di messaggio stenta a passare un motivo ci sarà pure...)

Conoscendo il suo impeto, sono sicuro che Antonio La Trippa avrebbe di sicuro fatto valere i galloni da Leader mettendo pubblicamente al loro posto gente come l'amico Marchino che, discolaccio e monellino, può oggi permettersi il lusso di far passare Debian come costola di una *ntu qualsiasi...
Non sarà reato di lesa maestà ma un pubblico e simbolico calcio in culo se lo meriterebbe proprio... e non solo per questo...

Ma soprattutto... con Antonio La Trippa DPL, anche la swirl si sarebbe lasciata finalmente andare ad una grassa e liberatoria risata!

Per invogliarlo a candidarsi come DPL 2013, scrivetegli una mail a questo indirizzo: votantonio at latrippa dot com.
Una megafonata in testa non sarà negata a nessuno. ;)

Happy Debian!